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Continua la raccolta di firme online per fermare le varianti di Fazio e AP8 su
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giovedì 31 luglio 2008

Approvata La Variante AP8


COMUNICATO STAMPA


In data 30 Luglio 2008 è stata approvata dal Consiglio Comunale di Greve in Chianti la Variante denominata AP8 “per l’individuazione in “territorio aperto” di un’area per la “conservazione e la trasformazione di prodotti agricoli” adottata il 1 Ottobre 2007.

Il Comitato di Uzzano si trova in totale dissenso con questa approvazione per i seguenti motivi:

L’Amministrazione non ha risposto pienamente e sufficientemente alle osservazioni presentate dai cittadini e comitati presenti sul territorio.

Nonostante i nove mesi trascorsi dall’adozione della suddetta variante, una tardiva assemblea pubblica, organizzata solo due settimane prima della votazione (a metà luglio) si è dimostrata del tutto inadeguata sotto il profilo della prevista partecipazione e discussione con la cittadinanza.

Il parziale ridimensionamento del progetto e l’evidente carenza di risposte tecniche (dotazione dei servizi di primaria utilità, valutazioni di impatto ambientale, ecc) continuano a non poter giustificare un intervento che contravviene a tutti gli effetti ai criteri di promozione e tutela del paesaggio espressi dal piano di indirizzo territoriale regionale.

Si sottolinea inoltre che l’iter che precede la votazione di questa variante non è compiuto in quanto il progetto illustrato in assemblea non solo non è definitivo, ma sarebbe soggetto a modifiche da apportare in corso d’opera.

E’ stata votata in tutta fretta una variante al piano strutturale per la realizzazione di un impianto industriale di un singolo imprenditore in zona agricola ancor prima di portare a compimento la votazione della già adottata variante del Pian di Fazio, che prevede nella zona di Spineto una vasta e articolata area produttiva artigianale in continuità col tessuto urbano esistente e quindi in prossimità di infrastrutture disponibili.

Con la Variante AP8 si crea un grave precedente di variante urbanistica “ad personam” per cui da oggi si presuppone che ogni imprenditore potrà (e a questo punto forse giustamente) sentirsi autorizzato a realizzare un’attività industriale su proprio terreno agricolo. Verrà riservato ai futuri imprenditori richiedenti lo stesso trattamento o si negherà loro questo diritto?

Il Comitato di Uzzano

Greve in Chianti, 31 luglio 2008

venerdì 11 luglio 2008

AP8 Assemblea pubblica Mercoledi 16 Luglio

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato di Uzzano informa che è stata indetta un’assemblea pubblica, a cui parteciperà il Sindaco in persona e la Giunta, per il prossimo Mercoledì 16 Luglio alle ore 18 presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Greve in Chianti, per la valutazione delle osservazioni e delle integrazioni progettuali relative alla Variante dell’area denominata AP8 per la “conservazione e trasformazione di prodotti agricoli” in località S. Piero d’Uzzano. Si ricorda che la portata dell’intervento indicato nel progetto originale prevede l’insediamento industriale parzialmente interrato di un centro di lavorazione e commercializzazione di salumi e prosciutti dell’Antica Macelleria Falorni, delle dimensioni di circa 1120 mq. e in una zona a rischio idrogeologico.

Per maggiori dettagli e informazioni, consigliamo di visitare i seguenti siti:

http://comitatouzzano.blogspot.com/
http://www.toscanainfelix.org/index.php?sez=rec&id=FI14 http://www.toscanainfelix.org/index.php?sez=rec&id=FI14

di seguito ripubblichiamo i post riguardanti la variante AP8

Comitato di Uzzano

AP8 Assemblea pubblica Mercoledi 16 Luglio ore 18, palazzo comunale di Greve



PARTECIPATE NUMEROSI

Il terreno dove verrà realizzata una struttura di 6100 mq detta Variante AP8


La Variante AP 8, insediamento per la lavorazione, trasformazione e commercializzazione di insaccati vuole palesemente trasformare una zona agricola di pregio paesaggistico, distante da altre aree produttive, in un’area di lavorazione a carattere prettamente industriale con gravi ripercussioni sulla viabilità, sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento acustico e luminoso, contraddicendo lo Statuto del Territorio della Regione Toscana, che prevede la costruzione di nuovi edifici solo in aree già adibite.
L’insediamento di una lunghezza di 160 mt x 34 mt di profondità, x 7 mt di altezza dovrebbe essere in grossa parte interrato, lasciando comunque a vista una facciata di 1120 mq di superficie, con un gravissimo impatto a livello paesaggistico. L’interramento di tale insediamento (perché interrare non significa solo non vedere, ma ha delle gravi e serie conseguenze sotto l'aspetto idrogeologico) comporta lo sbancamento di una collina (per una profondità di circa 34 mt) ritenuta ad elevata pericolosità idrogeologica dalla Provincia di Firenze e dalla Protezione Civile, come documentato sul sito http://www.provincia.fi.it/sit/cartogr.htm. Il progetto prevede un ulteriore edificio, sovrastante l'insediamento, di 600 mq con “torretta”, snaturante l’autenticità e l’integrità del paesaggio circostante con una “casetta” che risulta essere di dimensione doppia rispetto la metratura di una casa colonica tipica e che va sommata in altezza ai 7 mt dell'insediamento.
In merito alla localizzazione di tale complesso risulta evidente che una collocazione più consona e appropriata sempre all’interno del territorio comunale (perché nessuno caccia nessuno), ma in aree già adibite a lavorazioni artigianali e industriali, possibilmente attuando un recupero di strutture già esistenti, possa garantire all’azienda la medesima capacità di rappresentanza e occupazione. Non solo, un edificio non interrato significa anche tutela per la salute e il benessere dei propri dipendenti.
Ci chiediamo allora perché proprio in quel luogo? Purtroppo la risposta ci sembra palese la troviamo nel fatto che il diretto interessato è anche il proprietario del terreno.

Il comitato di Uzzano raccoglie 500 firme

AP8 Risposta ad Andrea Cappelli, responsabile dell'ufficio urbanistica del Comune di Greve

Architetto Cappelli, in risposta alle Sue dichiarazioni su Metropoli di venerdi 30.11.2007 :

- il nuovo insediamento di 5500 mq misura, come si desume dalle Norme Urbanistiche specifiche annesse alla Variante, 160 mt. di lunghezza per 34 mt. di larghezza per 7 mt di altezza. Questo significa che il solo fronte a vista di 160 mt. per 7 mt, copre una superficie di 1120 mq, con evidente impatto ambientale.
- Non solo, l’interramento di tale insediamento comporta lo sbancamento di una collina (per una profondità di circa 34 mt) ritenuta ad elevata pericolosità idrogeologica dalla Provincia di Firenze e dalla Protezione Civile, come documentato sul sito http://www.provincia.fi.it/sit/cartogr.htm. Si fa notare che i proprietari delle coloniche circostanti siano dovuti intervenire con periodiche e dispendiose operazioni di consolidamento delle fondazioni causate dal terreno franoso.
- Il progetto prevede un ulteriore edificio, sovrastante il capannone, di 600 mq, snaturando il paesaggio circostante con una costruzione che risulta essere di dimensione doppia rispetto la metratura di una casa colonica tipica. Si sottolinea che tale edificio di altezza 3,50 mt si somma ai 7 mt. del capannone in altezza.
- In merito alla localizzazione di tale complesso risulta evidente che con una collocazione più consona e appropriata sempre all’interno del territorio comunale, ma in aree già adibite a lavorazioni artigianali e industriali, possibilmente attuando un recupero di strutture già esistenti, l’Azienda manterrà la medesima capacità di rappresentanza e occupazione.
- Con questo progetto si vuole palesemente trasformare una zona agricola di pregio paesaggistico, distante da altre aree produttive, in un’area di lavorazione a carattere prettamente industriale con gravi ripercussioni sulla viabilità, già critica in quel tratto stradale, sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento acustico e luminoso.

Il nostro Comitato ha già trovato la solidarietà di numerose associazioni sul territorio locale, regionale e nazionale, tutte concordi sul fatto che questo scempio insensato non vada realizzato. Per questo, insieme, ci adopereremo in tutti i modi consentiti e possibili per impedire questo intervento contro il nostro territorio e la sua cittadinanza.